venerdì 20 gennaio 2017

Soleluna (trihaiku)


Sarai sole
languido l'abbracciarsi
al suo tramonto

sarai luna
precipiti di stelle
ogni mia pena

mia soleluna
carezzarsi di cielo
il nostro sogno.


Matteo Cotugno
20-01-2017

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Le sue parole


Le sue parole
le ho stese sul foglio limpido del giorno,
ci ho camminato sopra fino a sera.
Le sue parole
sporcate dall’amarezza dei mie passi
sono ancora lì,
sminuzzate e annerite,
sono ancora lì
a guardarmi leggere
tutto lo svolgersi del loro infinito
restarmi dentro.


Matteo Cotugno
6-1-2017

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giovedì 19 gennaio 2017

Oltre fuori


Di là fuori resta il mondo,
di qua dalla finestra
ciò che resta e riflette
sugli oggetti di casa,
sospesi tutti i volumi
attraverso la massa,
illogica sequenza
di percezioni tattili,
subendone la leggerezza
di un’illusione
che mi porta fuori
a rappresentarmi
oltre vetro
oltre cosa
oltre fuori.


Matteo Cotugno
12-01-2017

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DUEMILADICIASSETTE (acrostico)


Diamoci sempre
Una direzione
Elevata e giusta
Mentre osserviamo
Il mondo divenire
Liso da brutture
Abbracciamo chi
Desiste dal lottare
Illuso dalla vita
Costretto alla resa
Incitiamolo forte
A rialzarsi
Senza vergogna
Sosteniamolo ancora
E lottiamo assieme
Tenendo strette
Tutte le mani
Emerse dal fondo.


Matteo Cotugno
31-12-2016

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martedì 19 luglio 2016

Il cielo


Ora che hai smesso di guardarmi
prova a immaginare una matita
segnare i tratti della solitudine
quando sogni
e non sono con te,
prova a pensare a quale profumo
resta del nostro vociare
litigando per una sciocchezza
e abbracciandoci per averlo compreso.

Prova,
provaci ancora a sentire il cuore
impazzire al mio arrivo ora che
sono ancora qui con lo zaino pronto
e la moto accesa.
Prova,
Provaci sempre a dire il mio nome
senza sentirlo perché coperto dalla notte
distesa fra noi e domani.
Ora che hai smesso di guardarmi
prova a respirare l’azzurro…
La vita è così piena di nuvole.

Matteo Cotugno
15-07-2016
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I furbitaliani


Le scatole di cartone
sulla testa di chi timbra per gli altri*:
Eccoli i furbitaliani!
Vili fino in fondo
quando si vestono di furbizia,
non dissimili dai loro capi
nella nequizia,
da chi li governa…
da chi decide il binario unico*
o il binario morto
pur di lucrare svendendo sicurezza,
da chi decide sulla pelle
degli innocenti
e sugli innocenti banchetta
ridendo delle disgrazie.*
Le scatole di cartone
sulle teste servirebbero a nascondersi
per la vergogna
se solo
ne avvertissero
il senso!


Riferito all’episodio di cronaca odierno, per non farsi riconoscere timbrano cartellini nascosti sotto scatole di cartone.
Rif. alla strage ferroviaria sul tratto Andria Corato in Puglia.
Riferito alle risate a telefono di alcuni affaristi dopo il terremoto a L’Aquila.


Matteo Cotugno
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12-07-2016


domenica 10 aprile 2016

Esistere


Esistere
è restare nel posto
girando sul tallone
un gioco antico
una vecchia giostra
dove a scorrere sono i parametri
che ci siamo costruiti
per misurare
la distanza
dal non esistere.

Esistere
è una vera sfida
sul filo di lana
sospesi sul baratro
di sogni distesi
funamboli di vita
che attraversa
e disperde
misurandoci
nel non esistere.


Matteo Cotugno
01-04-2016
10-04-2016
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martedì 9 febbraio 2016

Autistico


Buttato via,
chiuso a chiave
nudo per terra ,
forse son nato così...
non lo so...
non lo sanno...
io, per loro pezzo di carne scema,
rinchiudo me stesso prima
di questa stanza che mi contiene
e piango
la voglia di far uscire almeno le lacrime
fuori dal turpiloquio
che mi circonda.

Ragazzo matto
che si ripete e piange sempre
gridando la voglia di smettere
di farmi insultare
solo perchè nel limbo
dei miei pensieri esiste
una grata di pregiudizi
a distanziarmi
e giù botte per ricordarmelo
ma a che serve?
tanto son scemo
me lo dicono sempre,
non possono credermi,
non posso credermi.


Matteo Cotugno


ai ragazzi autistici di Grottaferrata vittime dell'ennesimo squallido episodio di violenza all'interno di una struttura che avrebbe dovuto curarli


venerdì 29 gennaio 2016

La fuga


Non è certo solo quel buio dentro
che rovina il mondo sulle tue mani,
resta appeso un barlume di certezza
sulle ombre fisse dietro te.
E’ che non vorrei più amare - dici -
fra lacrime di bambina
cresciuta solo nella pelle.
- E’ che non vorrei più soffrire
così tanto da sentirmi morire -
e poi scendi in moto ad aggredire
la strada per strappare il dolore
facendoti prendere a schiaffi
dal vento a 100 all’ora.
- E’ tanto sbagliato essere nati
se poi t’imbrogliano il cuore
e ti malmenano e maledicono
se ti ribelli ? -
e forse scappare via
così veloci, senza voltarsi,
a cercare un mattino nuovo,
vale il rischio di viaggiare
per tutta la notte che hai dentro.


Matteo Cotugno
28-01-2016
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lunedì 18 gennaio 2016

Poesia


Sei ferro rovente
che invade bruciando
- bellissimo averti vissuta
come sogno
e come sogno persa -
il dolore prende corpo
nel mio e strazia
anche i ricordi.

Sei ancora qui
su ciò che resta di ogni cosa
ad impregnarla del tuo profumo
che ora sa di assenza
e di silenzio,
in questi versi
di cui ti vesti,
in questi versi
di cui sei fatta
… poesia.


Matteo Cotugno
18-01-2016
inedita – diritti riservati